 25 aprile gloria ai partigiani caduti per la Patria Remo Valsecchi mercoledì, 22 aprile 2026 Come ogni anno, alla vigilia del 25 aprile, l'attuale presidente del Senato, anche oggi, si ripete.
"Quando ero ministro della Difesa, nessuno mi obbligava, ma andavo a rendere omaggio al monumento che c'è al cimitero di Milano ai partigiani e portavo una corona, poi andavo al Campo 10 dove sono sepolti molti ignoti, diversi caduti della Repubblica Sociale italiana".
La "Repubblica Sociale Italiana" non è mai esistita, manca il suo fondamento: la Costituzione e la legittimazione popolare, quindi, non esistono caduti della Repubblica Sociale Italiana, esistono caduti fiancheggiatori degli occupanti tedeschi e nazisti. La realtà storica è un'altra.
I fascisti, e tutti i fiancheggiatori degli occupanti nazisti tedeschi nelle stragi e deportazioni, anche per schiavizzarli con il lavoro coatto, nei lager nazisti, non sono patrioti sono traditori!
Il perdono si può ipotizzare perchè la pietà è un sentimento umano, ricordarli come caduti per la Patria no, i traditori della Patria non si celebrano.
Se qualcuno, come il Presidente del Senato, vuole celebrarli perchè ritiene un onore tradire la Patria e morire per gli occupanti nazisti, lo faccia pure, è nel suo libero arbitrio, grazie ai partigiani, ma non lo faccia in veste istituzionale: ha l'obbligo del rispetto della Costituzione in quanto Senatore.
Per l'unità del Paese è, più che sufficiente il perdono! Ignorarli per dimenticare una storia triste è perdono!
Tutti i tentativi di una celebrazione pubblica dei caduti per aver tradito l'Italia dovrebbero essere vietati perchè sono apologia di fascismo, forse non giuridicamente, certamente per chi è caduto per amore e difesa della propria Patria ai quali dobbiamo la democrazia che, purtroppo, consente il Governo del Paese, anche a chi vuole elevare i traditori ad eroi.
Sono un radicale sostenitore della democrazia, quella che non è né liberale e nemmeno illiberale, è democrazia, e della libertà di pensiero e della sua manifestazione, concordo, però, con il presidente Sandro Pertini che affermò di essere disponibile a difendere tutte le opinioni, anche quelle non condivise, a costo della vita, ma non le opinioni di coloro che vorrebbero impedire quelle non allineate alle proprie, cioè i fascisti.
Il "politicamente corretto" (politically correct), è la libertà del pensiero e della sua manifestazione, quello di chi lo critica, anche ironizzando, è impedirla nella logica di sottomettere i cittadini che non si adeguano alla arroganza del potere politico.
Comunque meglio non fidarsi, meglio tenerli sottocchio.
Grazie e gloria ai partigiani! |